Tasso

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Nome scientifico: Taxus baccata L.
Nome comune: Tasso o albero della morte
Divisione: Gymnospermae
Classe: Coniferopsida
Ordine: Taxales
Famiglia: Taxaceae


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Origine e Diffusione
Pianta originaria dell’Europa, delle regioni asiatiche occidentali e dell’Africa settentrionale. È diffusa in Italia sia come specie spontanea sia coltivata a scopo ornamentale.

Dimensione e Portamento
Può avere portamento arboreo o cespuglioso; la chioma è comunque spesso molto espansa e ramificata. Raggiunge altezze comprese tra i 10 e i 20 metri.

Tronco e Corteccia
Tronco con la scorza bruno-rossiccia che, in esemplari di una certa età, si sfalda a placche longitudinali.

Foglie, gemme e rametti
Foglie persistenti, aghiformi appiattite di colore verde scuro e lucide nella pagina superiore, verde più chiaro con sfumature giallastre in quella inferiore; sono lunghe circa 1,5-3 centimetri. Le foglie sono disposte su due file lungo il rametto in modo opposto.

Strutture riproduttive
Si tratta di una pianta dioica con le strutture riproduttive maschili, che si formano sui rami di un anno, rappresentate da piccoli coni globosi (di circa 0,5 centimetri), giallastri e riuniti nella parte inferiore dei rametti sotto alle foglie. Quelle femminili, generalmente solitarie, sono formate da piccoli coni (riuniti a gemmule) verdastri posti alla base delle foglie. La “fioritura” avviene da fine inverno a inizio primavera. Il “fiore” o “cono” femminile porta un solo ovulo; dopo la fecondazione il seme viene avvolto da una struttura carnosa (modificazione dell’involucro che circondava l’ovulo) che diventa simile ad una “bacca” e viene chiamato arillo; si tratta di una formazione “a campana”, di colore rossastro a maturità, lunga circa un centimetro aperta nell’apice inferiore che lascia intravedere il seme di colore verde scuro o bluastro.

Note caratteristiche
Tutti gli organi del Tasso -foglie, rami, corteccia, seme (esclusa la parte carnosa dell’arillo) sono molto tossici perché contengono una sostanza velenosa (tassina), per cui l’utilizzo paesaggistico di questi esemplari deve tener conto di questa peculiarità. Sono piante autoctone in molte zone italiane, crescono bene nelle nostre condizioni climatiche. Il T. baccata è una specie a lenta crescita, ma molto longeva; è mediamente resistente alla siccità ed all’inquinamento atmosferico, ma mal sopporta i ristagni idrici prolungati.

 

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